Appello per il boicottaggio
Appello per il boicottaggio
Questa dichiarazione esprime la posizione di intellettuali e accademici palestinesi a favore del boicottaggio internazionale delle istituzioni universitarie e culturali israeliane. La nostra posizione è la conseguenza di decenni di sfibrante occupazione che risultano nelle espropriazioni inflitte alla popolazione palestinesi, nelle continue atrocità perpetrate da Israele, nelle sue campagne volte a distruggere il sistema educativo e altre istituzioni civili palestinesi, nelle sue violazioni della legge internazionale e delle norme umanitarie, così come nella generale natura discriminatoria del suo sistema sociale. Queste pratiche sono ben documentate nelle risoluzioni ONU, nei documenti delle organizzazioni per i diritti umani, e si toccano con mano nella realtà quotidiana.
Poiché i fatti parlano da soli, ma una soluzione non è affatto in vista, riteniamo che sia giunto il momento per le persone di coscienza di prendere posizione e orientare sia l'opinione pubblica sia le politiche governative. E questo è tanto più necessario dal momento che le potenze mondiali non hanno preso misure idonee a costringere Israele ad assumersi, come qualsiasi altro stato, la responsabilità degli abusi perpetrati e a rispettare le regole internazionali. In mancanza di tale assunzione di responsabilità, diventa dovere dei singoli cittadini agire autonomamente per denunciare l'ingiustizia e opporsi ad essa.
Il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane è una forma di resistenza pacifica già praticata nel mondo e che ha dimostrato crescenti potenzialità. Lancia un forte messaggio di preoccupazione per la distruzione in corso delle istituzioni educative palestinesi e contribuisce a rendere nota su scala mondiale la responsabilità delle istituzioni accademiche israeliane nell'assecondare l'occupazione illegale. Implica l'impegno a non sostenere e a non partecipare a nessuna conferenza, ricerca comune, reperimento di fondi o ad altre attività di sostegno quali scambi accademici o visite che coinvolgano università o altre istituzioni statali israeliane.
È nostro convincimento che questo boicottaggio dovrebbe essere mantenuto fino a quando Israele non si sia ritirato da tutte le terre occupate nel 1967, inclusa Gerusalemme Est, fino a che non abbia eliminato tutti gli insediamenti colonici, accettato le risoluzioni delle Nazioni Unite per il ripristino dei diritti palestinesi e smantellato il sistema di apartheid. Nello stesso tempo incoraggiamo il dialogo con quelle persone (a livello internazionale e in Israele) che dimostrino la disponibilità a partecipare alla realizzazione di questi obiettivi.
Sollecitiamo i colleghi accademici e intellettuali di tutto il mondo a non rimanere indifferenti, a non rendersi complici col silenzio, a prendere posizione e ad agire in solidarietà con i palestinesi, con i dissidenti israeliani e con il crescente movimento internazionale contro la guerra coloniale del governo israeliano nella Palestina occupata. Li esortiamo ad aderire e diffondere questo appello, e a sostenerlo pubblicamente come atto di coscienza.